Documento sulla salute mentale in Sardegna

L'OMS, l'Organizzazione Mondiale della Sanità, dichiara che "la salute mentale è parte integrante della salute e del benessere". Per rendere effettiva questa definizione occorre intervenire con politiche adeguate su tutti i fattori determinanti e sulle diseguaglianze nella salute: sanitari, socio/economici, lavorativi, culturali, ambientali. La tutela della salute è un diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettività, come afferma l'articolo 32 della nostra Costituzione.

La Legge 180/1978, ha allargato gli spazi della cittadinanza e della democrazia sancendo la chiusura dei manicomi, liberando migliaia di uomini e di donne lì rinchiusi e restituendo diritti, dignità e cittadinanza alle persone con disturbo mentale. La chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, pure essa conquistata con la legge 180, necessita di essere sviluppata per superare ogni logica manicomiale come prevede la legge 81/2014. Per dare gambe a principi e obiettivi della legge 180 serve oggi un rilancio che parta dalla riqualificazione dei servizi di salute mentale e più in generale delle politiche sanitarie e sociali, insieme a una ripresa della battaglia culturale per sradicare lo stigma, che associa pericolosità e follia, emarginando e discriminando le persone con disturbi mentali e i loro familiari.

Per queste ragioni proponiamo:

1) Di ripristinare i precedenti Dipartimenti di Salute Mentale, organizzati nel rispetto dei Progetti Obiettivo Tutela Salute Mentale e delle norme internazionali sui diritti umani delle persone con sofferenza mentale, capaci di garantire nelle comunità locali attività di prevenzione e tutela.

2) Un finanziamento adeguato ai Dipartimenti, orientato ad assicurare percorsi di cura per la ripresa e l'emancipazione sociale delle persone, attuati nell'ambiente di vita, anche durante le fasi critiche e di acuzie, e destinati in particolare ai progetti personalizzati (budget di salute).

3) La valorizzazione dei Centri di Salute Mentale, operativi 24 ore, organizzati per offrire servizi ad alta integrazione (sociale, sanitaria, lavorativa, abitativa) in cui operano, in numero e formazione adeguate, tutte le figure professionali sanitarie e sociali necessarie.

4) L’organizzazione di servizi dove la partecipazione attiva e volontaria dei cittadini è considerata decisiva per sostenere il cambiamento. Servizi impegnati a responsabilizzare le persone con disagio e disturbo mentale, coinvolgimento dei nuclei familiari e delle comunità di appartenenza nella definizione, attuazione e monitoraggio delle politiche, e nella co-progettazione degli interventi loro destinati.

5) Il completo superamento degli OPG, con Progetti di cura e riabilitazione individuali alternativi alla detenzione, considerando le REMS una extrema ratio.

6) Prevedere percorsi di cura dentro il carcere o alternativi alla detenzione.

 7) La ripresa e lo sviluppo di politiche di integrazione e di inclusione sociale e lavorativa, fondate sulla centralità della funzione pubblica per una co-progettazione e co-gestione con il privato sociale no profit.

Per la qualificazione e l’efficacia degli interventi dei progetti personalizzati ex l. 162/98

Strategie e Percorsi di razionalizzazione

Le associazioni e le organizzazioni delle persone con disabilità, e loro familiari, federate alla Fish Sardegna Onlus, impegnate nel perseguimento dell’esigibilità dei servizi e delle prestazioni, sottolineano l’esigenza di procedere ad una profonda revisione per definire nuovi percorsi e interventi maggiormente finalizzati al miglioramento del livello di autonomia personale e per superare la temporaneità dei provvedimenti riguardanti i progetti personalizzati ex l. 162. La presente proposta ha come obiettivo il miglioramento dell’efficacia, del benessere e dell’economicità degli interventi e pertanto, a questo fine, occorre mobilitare un rinnovato impegno dei diversi attori che a diverso titolo dovrebbero attivarsi nell’opera di razionalizzazione e di ottimizzazione. L’utilizzo ottimale delle risorse impone il superamento di comportamenti e pratiche assistenzialistiche, anche perché non si traducono nella fruizione delle prestazioni specialistiche necessarie o in attività coerenti con gli obiettivi dell’inserimento sociale dei destinatari finali.

Aspetti di riesame:

  1. L’assunzione indistinta del requisito dell’handicap grave che non consente l’articolazione e la distinzione tra handicap da disabilità da quello da senilità (in sostanza tra disabilità e non autosufficienza), ovvero la distinzione delle finalità tra “il miglioramento dei livelli di autonomia personale” (l. 162) e mantenere il livello di benessere quotidiano e la qualità del soddisfacimento dei bisogni (non autosufficienza).
  2. Superamento del criterio dell’età come fattore quantitativo di riconoscimento del contributo finanziario. Esiste la condizione del disabile cronico che ha gli stessi identici bisogni e difficoltà di altre persone con disabilità ma con età inferiore. (Riduzione fino al 35%, generando situazioni di disparità punitive).
  3. Redazione del progetto personalizzato sulla base dell’art. 14 della legge 328/2001, che serve come base da specificare secondo la tipologia degli interventi o settori.
  4. Triennalità del progetto personalizzato con rifinanziamento annuale previa verifica e monitoraggio dei risultati raggiunti.
  5. Orientamento delle prestazioni per migliorare il livello delle autonomie evitando ogni forma di intervento assistenziale generico.
  6. Disciplinare il ricorso alle prestazioni attraverso il ricorso a professionisti operanti nel SSR territoriale o iscritti all’istituendo Albo territoriale pubblico debitamente disciplinato regionalmente.
  7. Coordinamento con altri interventi di settore.

 

Appare importante perseguire il coordinamento tra i diversi interventi, leggi o progetti, per ottimizzare l’uso delle risorse finanziarie ed evitare sprechi o sovrapposizioni. Appaiono importanti a questo fine le prestazioni coerenti, non sovrapponibili, a carattere processuale e finalizzate all’autonomia personale, all’abitare sociale e alla vita indipendente. In particolare, appare qualificante prevedere la netta distinzione fra attività e prestazioni ex legge 162 e attività a finalità assistenziale previste dalle disposizioni sulla cronicità e sulle recenti linee guida regionali sulla disabilità gravissima.

Le associazioni della Fish Sardegna Onlus avanzano la proposta per la ricostituzione di una commissione assessoriale che definisca scelte e percorsi nell’esclusivo interesse dei cittadini che rappresentano.

 

Seminario - L’amministratore di sostegno: un rinnovato impegno e una nuova opportunità per valorizzare il sistema di protezione sociale - Oristano 20 settembre 2019

Rp Sardegna onlus

in partenariato con
Fish Sardegna onlus, AIPD Oristano onlus, ESMOR, Autismo Sardegna onlus, Audientes onlus, Il Giardino Fiorito onlus

organizza il seminario

L’amministratore di sostegno: un rinnovato impegno e una nuova opportunità per valorizzare il sistema di protezione sociale

Venerdì 20 settembre 2019
8:30 - 13:30

Hotel Mistral 2
Via XX Settembre 34- Oristano

È previsto il riconoscimento di crediti formativi autorizzati e riconosciuti dall’Ordine Regionale degli Assistenti Sociali della Sardegna.

Si prega gentilmente di comunicare entro il 16/09/2019 la propria partecipazione con apposita mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.                         

allegando la scheda d’iscrizione compilata in tutte le sue parti.

Programma

Ore 8:30 Accoglienza

Ore 8:45 Saluti autorità Comune di Oristano

Ore 9:00 Obiettivi e finalità del seminario
Graziano Masia, Autismo Sardegna onlus

Ore 9:30 Legge nazionale sull’amministratore di sostegno. Destinatari, percorsi e funzioni
Alfio Desogus, RP Sardegna onlus

Ore 10:00 Il giudice tutelare e l’applicazione della legge sull’amministratore di sostegno
Pierluisa Cabiddu, Notaio membro del Consiglio Nazionale del Notariato

Ore 10:30 Amministrazione di sostegno: ruolo e criticità
Alessio Allena, Presidente Associazione Amm.So. Sardegna onlus - Amministratori di Sostegno

Ore 11:00 Le linee Guida e la legge regionale sull’amministratore di sostegno (l.r. 24/2018)
Marinuccia Sanna, Dirigente del Servizio Politiche Sociali - Regione Autonoma della Sardegna

Ore 11:30 Il nuovo ruolo del comune nei servizi di protezione sociale
Giambattista Ledda, Sindaco di Sennarìolo

Ore 12:00 Progettazione personalizzata e azioni di sostegno a carattere sociosanitario
Gianfranco Pitzalis, Dipartimento Salute Mentale ASL Oristano

Ore 12:30 Esperienze e dibattito
Intervengono rappresentanti di associazioni ed enti territoriali

Ore 13:15 Considerazioni finali
Rossella Pinna, relatrice Legge regionale 24/18 sull’amministrazione di sostegno

Segreteria: 0706407661 mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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IL LAVORO È UN DIRITTO DI TUTTI I CITTADINI

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